Palazzo D’Errico - Pinacoteca E Biblioteca

Palazzo d’Errico, oggi sede della Pinacoteca e Biblioteca omonime, fu costruito tra il 1829 e il 1833 per volere di Agostino d’Errico senior, padre del mecenate lucano Camillo d’Errico. Situato a Palazzo San Gervasio, il palazzo ridefinì l’urbanistica cittadina, trasformando il Corso Manfredi nel principale asse di sviluppo. Progettato come residenza signorile moderna e centro culturale, ospitava spazi per esposizioni artistiche e conservazione libraria.

La Pinacoteca conserva una delle più importanti collezioni di arte napoletana del Seicento e Settecento. Articolata in tre sezioni, presenta capolavori di Salvator Rosa, Luca Giordano, Guido Reni e i Carracci, insieme ad autori fiamminghi, francesi, tedeschi e spagnoli come Van Dyck, Brueghel, Ribera e Velázquez. La collezione di 298 quadri include ritratti, nature morte, paesaggi, battaglie e soggetti religiosi, provenienti da collezioni nobiliari come quelle degli Ottajano, Forino e Caracciolo.

La seconda sezione raccoglie oltre 500 incisioni dal XVI al XIX secolo di artisti come Agostino Carracci, Stefano Della Bella e la bottega dei Sadeler, riflettendo l’interesse di Camillo per lo studio dei vari stili. La terza sezione comprende 31 libri antichi, tra cui rare edizioni del Cinquecento, come La Descrittione di tutt’Italia di Leandro Alberti (1557) e opere di Dante, Petrarca, Manzoni e Rousseau.

Palazzo d’Errico ospita la Biblioteca d’Errico, originariamente composta da circa 8.000 volumi, con opere di letteratura, scienza, agraria, archeologia, astronomia, psicologia e medicina. Di rilievo sono gli scritti risorgimentali, cronache antiche ed edizioni giuridiche, tra cui preziosi volumi di Vasari, Cennini e Storia pittorica dell’Italia di Luigi Lanzi.

Il patrimonio del Palazzo include la mostra archeologica I Guerrieri di Palazzo, con reperti rinvenuti da recenti scavi, a testimonianza del suo ruolo nella conservazione e valorizzazione storica. Nonostante parte del materiale originale sia andata dispersa durante il trasferimento a Matera nel 1939 e per successive modifiche, Palazzo d’Errico rimane un simbolo della sensibilità culturale di Camillo d’Errico, che, con figure come Friedlander e Mommsen, costruì una collezione in dialogo con l’arte europea.