La Chiesa di San Rocco, situata nel comune di Palazzo San Gervasio, è uno degli edifici religiosi più rappresentativi del territorio lucano, sia per la sua architettura barocca che per il suo valore storico e simbolico. Costruita nel 1753 su commissione della famiglia Lacci, la chiesa passò successivamente alla famiglia d’Errico, che la ristrutturò e ne fece un luogo di memoria familiare.
La pianta ellittica, unica nel suo genere nella regione, conferisce alla struttura un aspetto armonioso e originale. La facciata curvilinea è arricchita da un portale con timpano spezzato, tipico dello stile barocco, che cattura subito l’attenzione del visitatore. All’interno, la navata unica è affiancata da due cappelle laterali, e al centro si trova un altare in marmo policromo intarsiato, esempio di raffinata maestria artigianale. Sopra l’altare è collocata la statua lignea policroma di San Rocco, realizzata dallo scultore potentino Michele Busciolano, su commissione della famiglia d’Errico.
Nel 1854, dopo un devastante terremoto che compromise la stabilità della struttura, Camillo d’Errico, nipote del patriota Vincenzo, finanziò un’imponente opera di restauro, trasformando la chiesa in un pantheon privato per la famiglia. Al suo interno sono presenti monumenti marmorei e iscrizioni commemorative dedicate a membri illustri della famiglia d’Errico. Tra questi spiccano il monumento ad Agostino d’Errico, Governatore di Palazzo San Gervasio; una dedica al patriota Vincenzo d’Errico, figura di rilievo della storia risorgimentale locale; e un bassorilievo raffigurante Virginia d’Errico, poetessa scomparsa prematuramente.
Nonostante sia una cappella privata, la Chiesa di San Rocco continua a svolgere un ruolo centrale nella vita religiosa e sociale della comunità di Palazzo San Gervasio. Durante la festa dedicata al santo, la chiesa viene aperta ai fedeli, e la statua di San Rocco viene portata in processione, perpetuando una tradizione secolare.
Nel 2022, la chiesa è stata donata all’Ente Morale Camillo d’Errico, con l’obiettivo di garantirne la tutela e la valorizzazione. Oggi, rappresenta non solo un luogo di culto, ma anche un simbolo della storia e della cultura locale, arricchendo il patrimonio artistico e religioso della Basilicata.







