La Chiesa di Sant’Antonio da Padova, nel centro storico di Lavello accanto all’ex convento francescano, rappresenta secoli di storia, spiritualità e adattamenti architettonici. Costruita nei primi decenni del XVI secolo, era inizialmente dedicata a Santa Maria di Loreto, come ricorda la lunetta in terracotta sopra il portale. Edificata in pietra locale per una comunità di dodici frati francescani, nel 1936 fu trasformata in parrocchia e dedicata a Sant’Antonio da Padova, figura molto venerata nella tradizione locale.
La chiesa, a pianta rettangolare con navata unica e due cappelle per lato, custodisce pregiate statue lignee di Sant’Antonio e dell’Immacolata Concezione, risalenti al XVIII secolo. La navata è coperta da una volta a botte lunettata, mentre la cupola centrale, circolare all’interno e ottagonale all’esterno, è affrescata e rivestita di embrici. L’abside, ripristinato nel 1987, completa lo spazio liturgico con armonia.
La facciata tardo-barocca presenta un portale marmoreo con lesene e trabeazione dorica, sormontato da un rosone centrale e due finestre laterali che illuminano la navata. Il campanile, probabilmente del XVII secolo, ha tre livelli con aperture differenti: archi a tutto sesto nel primo, ogivali nel secondo e orologi su quattro lati nel terzo, terminando con una copertura piana.
Dopo la soppressione del convento francescano nel 1807 con le leggi napoleoniche, il presbiterio fu trasformato in sagrestia nel 1838. Durante i restauri del 1957, un’iscrizione sul lato sinistro del presbiterio ricordò l’indulgenza plenaria concessa nel 1581 da Papa Gregorio XIII ai frati francescani per i defunti.
Con la navata unica, arricchita da cappelle laterali e pilastri colonnati che sostengono ampi archi, la chiesa trasmette slancio e solennità. Il pavimento in marmo e gli affreschi della cupola, nonostante i restauri, conservano la bellezza originaria. La Chiesa di Sant’Antonio da Padova è un esempio emblematico dell’integrazione tra architettura religiosa e vita comunitaria. Dalla sua fondazione come monastero basiliano prima dell’anno Mille, fino al suo utilizzo come convento francescano e poi chiesa parrocchiale, ha sempre rappresentato un punto di riferimento spirituale e culturale per la comunità di Lavello.








