La Chiesa di San Sebastiano si trova nella piazza omonima, nel cuore del centro storico di Palazzo San Gervasio, lungo il corso principale, ed è considerata un esempio significativo di architettura religiosa locale. La sua costruzione risale probabilmente tra la fine del XVI secolo e l’inizio del XVII secolo, periodo in cui l’edificio ha cominciato a delinearsi come un importante luogo di culto per la comunità locale. Nel corso del tempo, la chiesa ha subito numerosi ampliamenti e restauri, assorbendo diversi stili architettonici e decorativi, e assumendo caratteri distintivi del tardo Rinascimento e dell’Ottocento.
La facciata della chiesa si presenta in modo elegante e armonioso, con una forma rettangolare delimitata da due lesene che conferiscono stabilità e simmetria all’intero edificio. Al centro, il portale in pietra, realizzato in stile tardo-rinascimentale, è ornato nella parte superiore da un fastigio decorato con intricate rappresentazioni floreali a racemi e foglie, simbolo di vita e fertilità. Sormontato da un piccolo rosone centrale, il portale invita i fedeli ad entrare in un luogo di spiritualità. La copertura a doppia falda segue la tipica configurazione a capanna, con un intradosso caratterizzato da una volta a botte ritagliata da unghioni, che si trovano in corrispondenza delle finestre laterali, creando un effetto di luminosità e accoglienza.
Internamente, la chiesa è organizzata secondo uno schema a navata unica, coperta da una volta a botte che contribuisce a conferire un senso di grandezza e spiritualità allo spazio. Lungo le pareti, su ciascun lato della navata, si trovano tre nicchie con altari decorati, che ospitano opere d’arte e statue di notevole valore artistico e religioso. L’altare maggiore, realizzato in pietra e legno massello, è un elemento centrale che attira l’attenzione dei visitatori ed è sovrastato da una cantoria che ospita un imponente organo a mantice, strumento fondamentale per la musica liturgica. Tra le opere d’arte presenti nella chiesa, si distingue una pregevole tela a olio risalente alla fine del Cinquecento, che rappresenta la Madonna del Rosario che viene attribuita a un anonimo pittore della scuola napoletana. Accanto a quest’opera, la chiesa ospita anche numerose statue e decorazioni.








