Il Fons Bandusiae è una fonte di grande rilevanza storica e letteraria, immortalata da Quinto Orazio Flacco nell’Ode 3,13, scritta nel I secolo a.C. Celebrato da Orazio, è una delle fonti più famose della letteratura romana, la cui localizzazione è dibattuta. Alcuni studiosi la collocano presso Licenza, nel territorio sabino, mentre una tradizione significativa la posiziona nei pressi di Banzi, in Basilicata, lungo il fiume Banzullo. La fonte è caratterizzata da acque fresche e limpide che si riversano in piccole cascate, circondata da una vegetazione rigogliosa di elci, creando un ecosistema vivace.
La frescura dell’acqua e i colori dei fiori circostanti conferiscono un’atmosfera idilliaca, trasformando il Fons Bandusiae in un rifugio per la biodiversità e un luogo di pace. Per Orazio, che risiedeva a Venosa, non era solo una fonte, ma un simbolo di abbondanza e serenità, un’oasi di ristoro dalla calura estiva. Nel 1936, per il Bimillenario Oraziano, fu eretto un cippo commemorativo, riportante l’ode originale in latino.
L’ode ha influenzato profondamente la tradizione poetica, diventando simbolo di ispirazione, specialmente nel romanticismo e simbolismo. Giovanni Pascoli, nel 1911, scrisse il poemetto Fanum Vacunae, immaginando Orazio che ricorda la fonte dedicata alla ninfa Bandusia. Anche Gabriele D’Annunzio ha rielaborato il tema, utilizzando la sorgente come simbolo di bellezza e rinnovamento.
Oltre alla sua valenza culturale, l’area offre anche strutture per il tempo libero, tra cui una zona picnic, tavoli e un ampio prato fiorito, perfetti per trascorrere piacevoli giornate con famiglia e amici, immersi nella natura. Qui è possibile osservare girini, rane, uccelli e altri animali, creando un’atmosfera che favorisce un’esperienza di visita completamente immersiva nella bellezza del luogo. Inoltre, nel 1906, l’asteroide 597 Bandusia del Sistema Solare ha preso il nome da questa celebre fonte.



