L’area archeologica di Orto dei Monaci, a Banzi, rappresenta un esempio significativo di continuità insediativa, dalla fase preromana daunio (VII secolo a.C.) fino all’epoca medievale, situata strategicamente nella media valle del Bradano. L’antico abitato di Bantia, sviluppatosi su un pianoro vicino al torrente Banzullo, presenta tracce di insediamenti preromani con abitazioni semplici, come capanne absidate con pavimenti in argilla pressata, in seguito sostituite da strutture più elaborate.
Numerosi ritrovamenti ceramici, influenzati da culture daunie e peucezie, testimoniano la vivacità culturale della comunità, mentre le necropoli di Piano Carbone, con circa 700 tombe protostoriche, offrono corredi funerari che spaziano da oggetti di uso quotidiano a beni di prestigio, come armature e morsi equini. Nel III secolo a.C., Bantia entrò nell’orbita romana, trasformandosi in una città con strutture urbane, come una domus con terme, strade lastricate e un sistema di drenaggio. La scoperta della Tabula Bantina nel 1790, un testo inciso su bronzo contenente lo statuto municipale in osco e un plebiscito romano in latino, rappresenta una pietra miliare per lo studio delle leggi municipali e illustra l’influenza di Roma sulla città. Il sito ospita anche un Templum augurale unico, risalente all’età repubblicana, utilizzato per le divinazioni e allineato alla traiettoria solare, dedicato a divinità come Giove, Flus e il Sole.
Dal 2004, campagne di scavo condotte dalla Soprintendenza e dal Comune di Banzi hanno trasformato l’area in un parco archeologico, portando alla luce una domus romana, terme e ceramiche come terra sigillata italica e frammenti a figure rosse. L’area si caratterizza per un modello insediativo sparso con nuclei abitativi, aree agricole e necropoli, arricchite dalle aree limitrofe di Montelupino e Piano Carbone, che completano il quadro della vita rurale e urbana di Bantia. Simbolo della continuità storica e culturale della Basilicata, l’area intreccia fasi daunio-romane con il Templum augurale e le successive evoluzioni medievali, culminando con l’abbazia medievale di Santa Maria, fondata nell’VIII secolo d.C., che sorge sulle antiche rovine, testimoniando il passaggio tra mondi culturali e religiosi distinti.







